domenica 16 novembre 2008

CAPITOLO I
Mi sono venuti i brividi: ma come sono diventata? Questa mattina ho sentito una notizia: Berlusconi si sarebbe sentito male in aereo, di ritorno dal G20. Devo ammetterlo, ci ho sperato. Per un atimo mi sono sentita pervasa dalla gioia. Poi la smentita e la telefonata del premier italiano che assicura "sono in piena forma". Ci sono rimasta male. Poi ho pensato che queste mie reazioni erano state terribili, che mi dovrebbe essere successo qualcosa di drammatico per augurarmi la scomparsa di qualcuno. E invece è così: è come se l'insieme di Berlusconi, il suo modo di far politica, i non valori che propina, le sue televisioni, le sue battute, l non rispetto e conoscenza delle istituzioni, ma anche le sue ville, la bandana, il vulcano finto, il trapianto di capelli, le veline, i programmi di Maria de Filippi, sua moglie Veronica, Dell'Utri, il giardiniere, le sue leggi, la Carfagna e poi Gasparri, il vuoto cerebrale dei più giovani...è come se tutto questo fosse colpa sua. E io lo ammetto, vorrei che scomparisse, perché spererei che d'improvviso la gente sbattesse le palpebre, come quando una bolla di sapone scoppia.
CAPITOLO II
Devo assolutamente ricordare di acquistare il libro fotografico "Funeral Train", di Paul Fusco, nel 1968 fotografo di Look Magazine. Per 328 chilometri in corsa sui binari Fusco ha fotografato gli americani che si avvicinavano per vedere passare il treno che trasportava la bara di Robert Francis Kennedy. Un viaggio iniziato a New York e finito a Washington. Milioni di facce, famiglie intere, persone che piangono, altre che salutano sull'attenti, bambini cenciosi, bianche, neri e non solo, donne con fili di perle: l'America. Fusco aveva il compito di fotografare la bara lungo il viaggio. Per fortuna alzò lo sguardo.

CAPITOLO III
Io sono una di quegli che si è appassionata alle elezioni Americane, una di quegli che ha voluto vedeer una svolta nel risultato: un cambiamento storico. Ora, sono perfettamente consapevole di essermela un poco raccontata e di aver esagerato nel trasporto emotivo, eppure sono convinta ce sarà per me e per gli altri inevitabile continuare in questa direzione. Allora mi sono chiesta perché e la conclusione alla quale sono arrivata è che ho bisogno di un sogno nel quale credere e quello di "Obama presidente americano-svolta epocale-sanità per tutti anche in America-aiuto alle famiglie meno abbienti-un uomo di colore alla casa bianca per la prima volta-un uomo molto giovane presidente degli stati uniti contro le cariatidi italiane-un uomo che ha una moglie con le palle e una famiglia che ama", beh, questo sogno potrebbe andarmi bene. Anche in prestito.
Attendiamo con fiducia un sogno italiano. Speriamo in un'epidemia o un terremoto a palazzo.

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